Gatta Panino Panino

 

 


Come si può leggere all'inizio della storia,in una casetta rosa confetto ci vivo io, e siccome voglio fare la scrittrice (perchè si guadagna una barca di baiocchi) voglio impedire alla mia fantomatica autrice di arricchirsi a spese mie!. Perciò,dopo averla sequestrata legandola come un salame, mi preparo, senza dimenticare di chiamare a raccolta,il cane Rocco, il ragno Astolfo e lo scheletro Scheo,a partire con l'ausilio della fantasia,verso riposanti luoghi per metterci in panciolle. Prima di vederci impegnati, all'inizio con una enorme mummia incavolata, poi con un maldestro vampiro, ed infine con un'orda di famelici gatti zombi, vediamo soprattutto chi siamo Panino Panino.
Il mio nome deriva dal fatto che adoro imbottire i panini di cui sono ghiotta,con qualche topo condito in vario modo. Un desiderio che purtroppo non vedrò mai realizzarsi,poichè continuamente ostacolata dagli strani eventi che soltanto leggendo il libro ne verrete a conoscenza. Sono dotata di un carattere fortemente incisivo,ribelle felina,non ammettendo imposizioni da chiunque,quando mi arrabbio spalanco le fauci come il Re della foresta. Il cane Rocco è il tenero pacioccone che ogni bambino vorrebbe coccolare. Ma non lasciamoci ingannare dalle apparenze. Quando gli si richiedono azioni ben precise,non si tira di certo indietro,le esegue con la massima pignoleria, ed io...grr...ne so qualcosa! A dispetto di ciò che si potrebbe pensare di un ragno, all'amico Astolfo, nato da una Migale e da una Vedova nera, calza a pennello la figura del Gufone sapientone.Di grosso calibro e munito di otto pelosissime zampe. vedendolo,potrebbe provocare la cosiddetta arachidi...arcca...insomma a nessuno gli piglia un colpo, perchè la sua principale occupazione è quella di tessere tele, sparlando di continuo sui peli della barba di sua nonna. Per quanto riguarda Scheo,è lo scheletro di un principe antichissimo e si esprime poetando alla maniera del sommo Dante. Colpito da una maledizione che soltanto dentro una favola si può trovare,è costretto a vagare per il mondo ricoperto di una palandrana che ogni tanto smarrisce insieme a qualche osso. Un'altro personaggio di spicco è Ettore, detto "Er topo de Trastevere". Metterà a dura prova la pazienza di tutti,non tanto per la parlantina alla Romanesca, del resto simpatica e colorita,quanto per il suo interca lare su nonni ,bisnonni, trisavoli e di come se la spassava nella trattoria dall'allettante insegna "Te voglio dà da magnà". Ma non dimentichiamoci della..grr..scribacchina che ci manovra come un burattinaio nell'ombra. A noi, maltrattati e sempre più scombussolati dai repentini cambiamenti di "location". E per rendere più "toste" le storie,chiede man forte a Stefanella kinga "la scrittrice cattivona" (prima o poi la faccio fuori!). Le due diaboliche menti, pigiando come forsennate su una sconquassata tastiera, ci spareranno, all'inizio dentro una piramide e dove faccio la ..grunt...conoscenza di Leonardo, un topastro che la sa lunga e quindi onnisciente. in Transilvania da Drakulon, in una clinica per il dimagrimento (accellerato per via di Scheo) e di seguito ci metteranno a confronto con i temibilissimi gattacci zombies. Concludendo,ora che mi ritrovo finalmente nella mia casetta e.. -Guarda che hai dimenticato di aggiungere che... -tu?!, topastro ficcanaso delle mie iettature!!...Grr!... Hai ragione! Mi hai appena fatto ricordare che devo ridurti a soffritto!!...grr..dove scappi?. Vieni qui che ti devo prima spadellare!..Splatt...splatt...gnaach!..Aiuut!!... Non sapremo mai se il povero Leonardo è stato digerito dall'infuriata gatta, o se magari se la spassano da buoni amici nella loro casetta rosa. Difcile saperlo, a meno che le pagine bianche tornino ad essere vergate dall'inchiostro. Per leggere altre storie nate dal "mondo della fantasia sospesa".